Sewage plant 4560229 960 720
Una delle principali caratteristiche che si attribuisce all’odore è quella della soggettività. Misurare, quindi, la concentrazione di un odore all’interno di un contenitore chiuso può apparire un’impresa difficile. Esistono, però, da molti anni, tecniche e strumenti che consentono di determinare la quantità di odore presente all’interno di un campione di aria prelevato da una sorgente gassosa, liquida o addirittura solida. Molte di queste tecniche sono basate sull’uso dei nasi umani come strumento di misurazione. La maggior parte degli studi scientifici attuali affronta, proprio, il problema della soggettività: l’uso del naso umano, infatti, influenza la misurazione dell’odore perché entrano in gioco molteplici fattori, come lo stato di salute, l’età della persona, la provenienza geografica, le abitudini, etc. Ma esistono altri fattori di natura più tecnica che, spesso, vengono sottovalutati. Infatti, sperimentazioni scientifiche dimostrano che l’utilizzo di diversi dispositivi di campionamento e di contenitori costituiti da diverso materiale possono influenzare in maniera differente l’odore contenuto al loro interno. In questo studio vengono, infatti, descritti e confrontati gli effetti che le sacche di campionamento e di conservazione del campione di aria, costituite da tre diversi materiali plastici (Nalophan, Teflon e Tedlar), possono avere sullo stesso campione gassoso. La valutazione di questi effetti si basa sul confronto della concentrazione di odore di tali campioni misurata in diversi intervalli temporali intercorsi tra il momento del campionamento e l’analisi in laboratorio. I risultati mostrano che i tre materiali utilizzati per le sacche influenzano in maniera differente il campione di aria al loro interno. Questi risultati devono essere presi in considerazione per capire come e in quali condizioni utilizzarli, allo scopo di migliorare le tecniche e le tecnologie di misurazione dell’odore.