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Soil Vapor Extraction e Bioremedation: la rimozione di BTEX da suoli contaminati          
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rosamaria del core
University of Salerno
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Peer review timeline

05 May 2020Submitted to Tecnologie per l'ambiente
07 May 2020Editor invited a reviewer
07 May 2020Editor invited a reviewer
07 May 2020Editor invited a reviewer
09 May 2020Review Report #2 received
10 May 2020Review Report #3 received
13 May 2020Review Report #1 received
20 May 2020Editor invited a reviewer
21 May 2020Review Report #4 received
27 Jun 2020Published in Tecnologie per l'ambiente

Abstract

Quando si parla di sito contaminato ci si riferisce a sostanze che hanno causato un’alterazione del suolo, sottosuolo o acque sotterranee: le cause principali possono attribuirsi alla gestione incontrollata dei rifiuti, alla non corretta realizzazione delle discariche, ad alcune attività industriali (attività minerarie), a rilasci cronici o accidentali nel sottosuolo di sostanze tossiche e cancerogene. Tra queste ultime, particolare attenzione è stata rivolta ai BTEX, idrocarburi aromatici non alogenati che vengono riscontrati nei prodotti del petrolio, in seguito ad attività di estrazione, distribuzione e raffinazione. Il Soil Vapor extraction (SVE) è una delle tecnologie più efficaci per l’abbattimento di tali sostanze. L’obiettivo di questo approfondimento è quello di effettuare un confronto tra il SVE e la combinazione dello stesso con la Bioremediation, analizzando, a partire da un primo caso studio, i principali fattori (caratteristiche dei contaminanti, del suolo e condizioni operative) che influenzano i tempi di processo e l’efficienza del SVE per la rimozione del benzene, e di BTEX più in generale, da terreni sabbiosi. Mediante un secondo caso studio, poi, è stata approfondita la combinazione del SVE con la Bioremediation, un’innovativa tecnica biologica che ha permesso più elevate efficienze di rimozione del benzene.