gui_es_01_saggio_breve_martina_corradi


La prima lezione del corso di GUI introdurrà lo studente all'interno della progettazione di applicativi digitali. All'inizio verrà richiesto allo studente una vera e propria completa confessione di tutto ciò che nel suo individuo e accostabile al concetto di web design, che è il termine che più facilmente si accosta alla designazione di prodotti non legati prettamente al mondo cartaceo ed editoriale.

Dopo aver argomentato in maniera autonoma attraverso un saggio breve tutto ciò che l'essere conosce, attraverso l'utlizzo di Authorea, la quale piattaforma verrà introdotta ed esplicata nella stessa, il gruppo classe allestirà un vero e proprio dibattito per cercare di capire cosa è accostabile nel contemporaneo a tale argomento. Il saggio breve personale verrà ovviamente conteggiato e potrà essere continuamente aggiornato durante tutto l'anno accademico, per creare quella che verrà poi considerata la propria visione/interpretazione del contesto di analisi e di azione.

Tutto l'apprendimento è quindi legato ad un tempo che non direttamente proporzionale allo svisceramento dei contenuti.
La sua efficacia si misura nel futuro prossimo, non nell'immediato.



Il web design, così come suggerisce il nome, è l'arte visiva del mondo online, il make up di internet, la punta di un iceberg troppo grande e complesso per essere compreso in altro modo.

Se il periodo storico che stiamo vivendo richiede che reale e virtuale contribuiscano a creare un'unica identità (individuale o collettiva), in una simbiosi morbosa e autocelebrativa dove uno alimenta l'altro e viceversa, come si può pensare di non dare una forma agli infiniti contenuti della rete? Come immaginare un web senza design?

Probabilmente la riflessione deve partire da un passo indietro, da cosa sia il graphic design, o addirittura da due passi indietro, dal concetto stesso di design, perché tutto parte da lì, dalla necessità umana di dare un'apparenza, un'organizzazione, una personalità ad ogni prodotto, concreto o non che sia. 

Mi è capitato di vedere un video online recentemente, proprio sull'importanza del design nella vita di tutti i giorni. Chi parlava, con molta ironia, proponeva ai suoi followers un esercizio di immaginazione: come sarebbe la metropolitana di Milano, ad esempio, senza grafica? Nessuna mappa, nessun colore, nessuna indicazione né esterna, né interna; ogni riferimento andrebbe perso ed ogni elemento visivo non sarebbe più lì, dove siamo abituati a vederlo.
"Il design - dice - non indica qualcosa di 'carino' e tecnologico come molti credono, ma è l'espressione di un contenuto e di un'informazione, è una soluzione funzionale ad un problema".

Per dire cos'è il web design secondo me quindi, immagino di compiere lo stesso percorso proposto poco fa, ma questa volta sul web e ipotizzo nella mia mente un mondo senza web design: quel che rimane è una realtà senza web perché solo pochi saprebbero leggere i codici che formano la rete e le informazioni non sarebbero organizzate visivamente, secondo una forma gradevole e, soprattutto, funzionale.

Oggi (e domani ancora di più) la ricerca si è spostata verso aspetti più sofisticati: l'organizzazione base di un sito è ormai risolta, pertanto il centro diventa l'user experience, che rende la navigazione dell'utente un'avventura nella propria brand identity e non più semplice consultazione.